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28 novembre 2017

Papa Francesco e quel politically correct che ormai ci soffoca tutti

Papa Francesco è in Myanmar, per reclamare i diritti di tutte le minoranze, bene, ma anni addietro lo stesso Pontefice Papa Francesco, per non irritare Pechino, evitò di incontrare il ‘monaco guastafeste’ cioè il Dalai Lama, cosa che però non mancò di fare Wojtyla. Sono tanti gli attori che in diverse scene portano una maschera, nel senso che recitano la parte di qualcuno che essi in realtà non sono: Wojtyla, quella maschera si rifiutò indossarla. Nell’epoca del politically correct, è veramente difficile essere un Wojtyla. E’ facile essere una Malala e rimproverare Aung San Suu kyi per quello che fanno i generali, ma nessuno le ricorda che Lei mai ha speso una parola per giustizia o per compassione per una martire sotto martirio come Asia Bibi. Charlie Hebdo a quest’orripilanza di lavaggio di cervello semantico, non si piegò e caro gli costò. Francesco Mangascià


22 novembre 2017

ESTERI GERMANIA “La sinistra ci ha tradito”. La battaglia laica e illuminista degli ex-musulmani

A Colonia è stato festeggiato il decimo anniversario dalla costituzione della prima associazione di ex-musulmani fondata da Mina Ahadi proprio in Germania: un movimento per la promozione della laicità e dei diritti umani che nel frattempo è cresciuto e che oggi conta decine di associazioni in tutto il mondo. Perché la libertà non è prerogativa occidentale, cosa che la sinistra sembra aver dimenticato. di Cinzia Sciuto “Finché nel mondo ci saranno persone che rischiano la vita per aver abbandonato l'islam, sarà necessario dichiarare apertamente e orgogliosamente, loud and proud, che noi lo abbiamo fatto”. Così risponde l'attivista inglese di origini iraniane Maryam Namazie ogni volta che le viene fatta la domanda: “Ma perché vi chiamate proprio 'ex-musulmani'?”. Un'espressione che a Mina Ahadi – che esattamente dieci anni fa ha fondato a Colonia, in Germania, il primo Consiglio centrale degli ex-musulmani tedeschi (Zentralrat der Ex-Muslime, ZdE) – all'inizio non piaceva: “Siamo atei e agnostici, alcuni di noi erano credenti e poi hanno abbandonato l'islam, altri non sono mai stati musulmani. Quello che ci accomuna sono i valori universali dei diritti umani e della libertà di espressione: siamo umanisti”. Ma alla fine ha dovuto ricredersi: in un momento in cui dichiarare pubblicamente di aver abbandonato l'islam, o di non averlo mai praticato, era un tabù, non solo nei paesi retti da regimi islamisti, ma persino in Europa, era appunto necessario manifestarsi apertamente. Sopratutto per dare ad altri il coraggio di manifestare il proprio ateismo e di affrancarsi dalla comunità di origine. “Non tutti coloro che provengono dai paesi cosiddetti musulmani sono musulmani. Sembra una banalità, e invece è necessario sottolinearlo perché ci viene automaticamente messa addosso questa etichetta”, spiega Ahadi nel corso della cerimonia per i dieci anni del movimento degli ex-musulmani che si è svolta ieri sera a Colonia. “Fino a qualche anno fa – continua Ahadi, fuggita per ragioni politiche più di trent'anni fa dall'Iran – in Germania c'erano quattro milioni di stranieri provenienti da diversi paesi, a un certo punto siamo improvvisamente diventati quattro milioni di musulmani, e sono saltate fuori associazioni che pretendono di parlare a nome di ciascuna di queste quattro milioni di persone, tra cui invece ci sono molti non credenti o credenti che non si sentono comunque rappresentati dalle autoproclamate associazioni di musulmani”. Quello dell'omogenizzazione di tutti coloro che provengono genericamente da un paese a maggioranza musulmana è un problema che si fa grave quando si tratta di persone che fuggono da quei paesi esattamente perché perseguitati per il loro ateismo o la loro apostasia, e che spesso in Europa ritrovano le stesse dinamiche di persecuzione da cui erano fuggiti. È il caso, per esempio, di Rana Ahmad, che è fuggita dall'Arabia Saudita perché atea e che, non appena arrivata in Germania, si è ritrovata in una struttura di accoglienza per rifugiati nella quale ha ritrovato le stesse logiche islamiste da cui era fuggita: “Ho lasciato la mia famiglia e la mia terra a migliaia di chilometri per poter vivere la mia vita liberamente, e invece mi sono di nuovo ritrovata nella stessa situazione da cui ero fuggita. Un incubo”. Un incubo che proprio grazie a Mina Ahadi e al ZdE ha trovato una soluzione: Rana ha trovato un appartamento e ha potuto lasciare la struttura di accoglienza, dove evidentemente non valevano le leggi a garanzia della libertà individuale che valgono fuori, come si trattasse di uno Stato nello Stato, una società parallela dove le norme costituzionali sono sospese. Una storia analoga a quella vissuta da Ahmed Nadir, originario del Bangladesh, che per il suo ateismo ha subito pesanti aggressioni nella struttura di accoglienza di Bracht, dove ha vissuto un anno fra il 2013 e il 2014. Alla luce della propria esperienza personale, Rana Ahmad, con il sostegno del ZdE e della Fondazione Giordano Bruno tedesca, ha fondato un'associazione che ha il preciso scopo di fornire assistenza ai rifugiati non credenti. Uno degli obiettivi del movimento degli ex-musulmani, che in dieci anni è enormemente cresciuto e conta oggi su decine di associazioni in diversi paesi al mondo, è mostrare all'opinione pubblica occidentale, e in particolare la sinistra, che la separazione fra religione e Stato, la laicità – con tutto il corredo di diritti che si porta appresso, primo fra tutti la libertà di espressione – non è una prerogativa occidentale, ma un valore universale, per il quale in molti paesi a maggioranza musulmana ogni giorno centinaia di attivisti rischiano la vita: “Nessuno conosce il valore della laicità più di coloro che vivono sotto regimi teocratici”, spiega Maryam Namazie, che insiste: “Nei confronti di queste persone noi in Europa abbiamo una grave responsabilità: dobbiamo essere la loro voce”. Gli attivisti per i diritti umani che si sono ritrovati ieri a Colonia, infatti, si sentono abbandonati dalla sinistra, accusata di non guardare in faccia la realtà dell'islamismo, anche in Europa. E questo per diverse ragioni, spiega Michael Schmimdt-Salomon, presidente della Fondazione Giordano Bruno, che fin dall'inizio sostiene il movimento degli ex-musulmani: “Innanzitutto perché la sinistra tende a rubricare automaticamente ogni critica all'islam come 'di destra', favorendo con questo una forma di autocensura; in secondo luogo, perché una parte di essa è convinta che l'islam sia un prezioso alleato nella lotta antiimperialista; terzo perché è ancora influenzata dall'idea che la religione non sia determinante perché quel che conta davvero sono le relazioni socio-economiche (la 'struttura'); e infine per una certa inclinazione a difendere le minoranze in quanto tali. Ma una posizione reazionaria rimane reazionaria anche se a sostenerla è un minoranza”, conclude Schmidt-Salomon. Un atteggiamento, quello della sinistra europea, che lascia molta amarezza negli attivisti del movimento degli ex-musulmani, così sintetizzata dalla giornalista turca Arzu Toker: “La sinistra ci ha tradito”. http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-sinistra-ci-ha-tradito-la-battaglia-laica-e-illuminista-degli-ex-musulmani/?refresh_ce


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24 ottobre 2017

Anna Frank, con la maglia della stessa Roma che venne tolta a un ebreo per le proprie origini ebraiche

Parlano in tanti e in tanti sembrano indignarsi per la foto di Anna Frank con la maglia della Roma, fa piacere che si indignano ma, se fossero della Roma saprebbero che, la Roma nel 1930 era presieduta da un ebreo di testaccio, Renato Sacerdoti, che dai cultori delle leggi razziali, i fascisti, venne estromesso, con dei pretesti, dalla Presidenza nel 1935, a causa delle proprie origine ebraiche. Dunque chi si pensava di ingiuriare la Roma, con una foto di Anna Frank, ha in realtà ingiuriato tutta l’Italia, che rigettò e poi sconfisse il nazifascismo: purtroppo nessuno degli scrittori indignatisi fa riferimento alle leggi razziali italiane, che colpirono un Presidente della Roma. manCo adesso. L’Italia è questa? Non lo so…certo che attualmente proprio in Italia si nota qualche similitudine poiché dalla giusta caccia ai terroristi stiamo passando alla caccia ai negri… Francesco Mangascià


20 ottobre 2017

Lite Renzi Banca d'Italia, lettera inviata al segretario Pd e a LaStampa.it

Va chiarita subito la crisi tra Banca d’Italia e il governo, perché sulle crisi delle banche italiane, per stessa ammissione degli attuali capi di Banca d’Italia il governo sapeva, cioè era informato e dunque vigilava bene, ma sapeva e non interveniva, né intervenne; allora bisogna rendersi conto che tutta l’autorevolezza e l’indipendenza della Banca d’Italia, va a farsi benedire, poiché informare è una cosa ma non intervenire è ben altro, poiché se il governo sapeva come mai Banca d’Italia, che per informare il Governo era dunque consapevole di ciò stava avvenendo, non è intervenne? Se è così come sembra che si dichiari non si parla più di cattiva vigilanza ma di omissione, perché se si è consapevoli di reati bancari e si è addetti all’impedimento degli stessi e, quando ci si accorge che si stanno commettendo degli illeciti, e si informa solo il governo senza però intervenire per impedire che si mettano in atto attività che deruberanno dei contribuenti, allora si omette, e questo è gravissimo. Non è che si può seguitare indisturbati a fare il ciò che si vuole perché Renzi è antipatico:solo il fatto che abbia tutti contro mi dà da pensare che proprio perché son tutti contro che ha ragione: Renzi sarà pure antipatico ma sono tanto antipatici e di più pure tutti coloro che fanno male il proprio lavoro e son pagati dal contribuente italiano! Trasparenza e velocità sui chiarimenti altro che sedie da difendere qui si parla di soldi nostri gli italiani ne hanno diritto! Francesco Mangascià


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18 settembre 2017

Consip

Sull’editoriale, la danza macabra, di Mattia Feltri, il link è piè di pagina, sulla Consip e i paragoni tra quanto accade oggi e tangentopoli si trascura una nome. Il Capitano Ultimo: e infatti ciò che dà moltissimo da pensare è che nel mezzo di quest'ultima di vicenda denunciata da un magistrato è che si lègge anche il nome del Capitano Ultimo, e cioè quello che arrestò Riina; sicuramente, per le istituzioni, il nome di questo carabiniere, dovrebbe essere una garanzia e, lui stesso dovrebbe godere di onori per ciò che ha fatto, invece a questo Capitano dopo l'arresto del capo della mafia, sono piovute addosso una serie di disgrazie, tra cui anche quella di essere processato, dopo aver arrestato Riina, processato per favoreggiamento alla mafia, viene assolto, e uno non sa se sta assistendo a una puntata di Scherzi a Parte, o invece a una tragedia, gli levarono pure la scorta, e poi gliela riassegnarono, ma nonostante ciò questo carabiniere, ha seguitato imperterrito a fare il proprio dovere, scoprendo un riciclaggio di denaro nella più grande discarica di rifiuti in Europa, in Romania, riconducibili a chi lo accusava, è stato a capo delle indagini che hanno portato all'arresto di un presidente di Finmeccanica. Insomma sembra che questo Capitano a tanti è proprio antipatico, al punto tale che 2016 passa all'Aise il servizio segreto per l'estero, a dirigere l'ufficio affari interni , ma il 20 luglio 2017 viene restituito dai servizi all'Arma perché, dopo il caso Consip "è venuto meno il rapporto di fiducia" Forse è anche per questo che il Capitano Ultimo non ha ricevuto decorazioni o Cavalierati per il gran lavoro svolto, perché è antipatico, e non si può certo avere fiducia in una persona antipatica, ma è sbagliato: la stima dovrebbe rimanere immutata, ma che ci vuoi fare se la natura umana è cosi. Dunque è mia opinione che è veramente macabra la danza, ma per chi fa seriamente il proprio lavoro. Francesco Mangascià http://www.lastampa.it/2017/09/16/cultura/opinioni/buongiorno/la-danza-macabra-jaLX56YSrM7UyG5O7DLtnI/pagina.html


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23 agosto 2017

Ischia e terrrorismo:L’Italia è un Paese assai più sicuro di altri paesi europei

Il vero problema dell’Italia è nella follia dell'auto-sminuirsi, di fronte ad altri paesi, in barba ai successi, e favorendo così la svendita di parecchi ‘pezzi del nostro Paese. Approfondendo, vorrei porre all’attenzione di chi lègge che, in Italia, a differenza di altri paesi europei i nostri sistemi di sicurezza antiterrorismo e servizi segreti fino ad ora hanno funzionato benissimo, nessun attentato come invece accaduto a ripetizione in Francia in Spagna in Inghilterra e in Germania, dunque l’Italia sotto l’aspetto del terrorismo è un paese assai più sicuro di anti altri, limitrofi e non. E questo nonostante tutta l’immigrazione che ci è caduta addosso; immigrazione di fonte a cui gli altri paesi Ue ci hanno lasciato soli. Crolla una gran parte di Ischia, un isola, e alla conta i morti sono due, e i soccorritori arrivati sull’isola salvano addirittura un neonato di sette mesi sepolto sotto le macerie assieme ai suoi due fratellini, ma dunque questi soccorritori e chi li dirige non sono poi così male! Un terremoto che scuote un isola alle nove di sera, poteva costare molto di più in termini di vite umane dunque bravi i servizi che contrastano il terrorismo e bravi gli operatori del terremoto. Alla luce di tutto ciò io direi che invece di lamentarsi per questo e quello bisognerebbe pure esultare per le vite salvate qui da noi, vite che, purtroppo, in altre nazioni sono ormai sepolte. Il mio non è un eccesso di nazionalismo ma una ferma presa di posizione, di fronte a intransigenti quanto petulanti lamentele di chi descrive il nostro paese come insicuro in mano solo a gomorra, mafia, o terremoti, criticando pure le barriere che impediscono il transito di grossi mezzi come quello che ha massacrato tante persone a Nizza. L’Italia è un Paese assai più sicuro di altri paesi europei. Francesco Mangascià


2 agosto 2017

Di Battista espulso, il Venezuela s'avvicina

Nonostante voti per il M5s, sono spesso stato critico, e rabbiosamente pure, con l’on Di Battista e altri 5 stellati per alcune stupidaggini affermate in relazione alla politica estera, specie su Israele, ma, la sua espulsione subita oggi e ordinata dalla Presidente della Camera Boldrini, mi ha rammaricato veramente, poiché è ormai fuori da ogni dubbio che la Presidente ha agito per personalissima ripicca alle giuste rimostranze dell’on. Di Battista che le rinfacciava, e giustamente, di non essere in grado di garantire ciò che accadrà al senato in merito al disegno di legge su l’abolizione dei vitalizi. Come fa a garantire? Se la Presidente della Camera vistone il comportamento, non è più emotivamente in grado di esercitare le proprie funzioni e preferisce togliere la parola a un deputato della Repubblica, farebbe meglio a prendersi una pausa e, dopo aver presentato delle scuse formali a tutta la Camera, lasciare ad altri quella sedia su cui siede. Lo stile Maduro sta bene in Venezuela, qui non lo vogliamo! Francesco Mangascià


28 luglio 2017

Macron vs Fincantieri ma la Francia va a Canossa

A parte il fatto che, adesso che lo scontro è aperto, non è Fincantieri che va in Francia a trattare ma è il che il ministro dell’Economia francese, Le Maire, che messa da parte l’arroganza va a Canossa, visto che ha deciso di venire martedì a Roma per incontrare i ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dello Sviluppo, Carlo Calenda, inchinandosi così a Fincantieri e all’Italia; e questo la dice lunga, sulla nazionalizzazione del cantiere francese voluta da Macron. I cantieri Saint-Nazaire, senza Fincantieri tornano in quell’inferno di amministrazione controllata dove si trovavano prima dell’intervento di Fincantieri, elemosinato espressamente dall’Eliseo di Hollande. Nulla è cambiato da allora: ma questi cantieri se li tenessero e ci andassero pure a fondo tranquillamente da soli, assieme a Macron e alle sue pretese. Noi ci teniamo Fincantieri e poi avremo un occhio di riguarda per ogni scalata francese nell’economia del nostro Paese che un Governo serio, le classificherà, da ora in avanti, solo come inutili tentativi dei nazionalisti francesi. Au revoir! Francesco Mangascià


26 luglio 2017

Vitalizi. A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini. Macelleria sociale

Inizia, oggi, la discussione alla Camera dei Deputati della proposta di legge sui vitalizi, presentata da Matteo Richetti et altri (PD) e sostenuta dal M5S. Vitalizi? Macché! A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini! Assurdo? No, perché quello che andiamo ripetendo da tempo,(1) e cioè che, con l'introduzione del sistema contributivo (tanto versi tanto ottieni) ai vitalizi (oggi calcolati con il sistema retributivo, cioè in percentuale sull'indennità-stipendio), si apre la strada al ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini, attualmente calcolate, per il 90%, con il sistema retributivo (in percentuale sugli ultimi stipendi). La conferma arriva dal relatore della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Maino Marchi (dello stesso partito di Richetti!), che dichiara: "laddove provvedimento fosse il grimaldello per procedere in futuro al ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo per tutte le categorie di lavoratori, come peraltro vorrebbe una proposta di legge costituzionale presentata, tra l'altro, dal presidente della I Commissione della Camera, verrebbe a determinarsi una vera e propria "macelleria sociale", poiché ciò comporterebbe praticamente il dimezzamento dei trattamenti pensionistici calcolati con il metodo retributivo." Facciamo un po' di conti. Ammontano a 272,4 miliardi (non milioni) le pensioni erogate dall'Inps; da sole costituiscono il 33% circa dell'intera spesa pubblica che è pari a 830 miliardi. Ammontano a circa 200 milioni i vitalizi dei parlamentari, cioè lo 0,0002% della spesa pubblica che è di 830 miliardi. Dunque, si dibatte per una spesa che rappresenta lo 0,0002% dell'intera spesa pubblica? Non per cassa ma per equità, dichiara, a proposito, il presidente dell'Inps Tito Boeri. Bene, ma l'equità riguarda tutti, anche i pensionati baby che, con 10-15 anni di servizio, sono andati in pensione e che costano 9,4 miliardi (non milioni) l'anno e riguarda tutti quelli che sono andati in pensione con il sistema retributivo, cioè il 90% dei pensionati. L'obiettivo è, appunto, un altro. I pensionati dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Seriamente. https://www.aduc.it/comunicato/vitalizi+rischio+sono+pensioni+dei+comuni+cittadini_26441.php Comunicato di Primo Mastrantoni 25 luglio 2017 12:38 (1) https://www.aduc.it/comunicato/ma+che+vitalizi+obiettivo+pd+m5s+sono+pensioni_26263.php


19 luglio 2017

Il cittadino non capisce, se non è razzista, così ci diventa!

E’ certo che, se non sei razzista c’è il rischio che ci diventi quando leggi che, uno straniero avrebbe estratto un coltello, brandendolo minacciosamente e, bloccato dagli agenti di polizia, avrebbe quindi sferrato alcuni colpi nel tentativo di resistere all’arresto, e, al signore 31enne, il giudice ha ritenuto di dovere ordinare solo l’obbligo di firma (tre volte a settimana) per due reati, resistenza a pubblico ufficiale e minacce aggravate. Francesco Mangascià FONTE http://www.lastampa.it/2017/07/19/italia/cronache/scarcerato-il-migrante-che-ha-accoltellato-un-agente-a-milano-92Ihph4PZYs3iQEo71akfJ/pagina.html


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12 luglio 2017

Tra Circoncisioni e antifascismi, Tra Fusaro e Fiano scelgo Emanuele Fiano

Quanto, di orripilante scritto sulla circoncisione, scritto da un politico in vena di Humor-Horror, , contro l’on. Emanuele Fiano, disonora non solo lui, ma l'intero parlamento se non si trova la maniera per buttarlo fuori, poiché nelle sue luride ironie si risente il puzzo mai del tutto sopito, della propaganda nazista del livello di nome Süss l'ebreo il film preferito del Reichsführer delle SS, Heinrich Luitpold Himmler; . A gente come il grande 'filosofo' Diego Fusaro, che per contestare la legge sull’antifascismo dell’On Emanuele Fiano, si è pregiato di scrivere una lettera aperta sul fatto quotidiano, lasciando per una volta in pace sia Marx che Engels, per passare a Gramsci e Gobetti e finire a Pasolini, si dovrebbe rispondere, anche se non ne varrebbe manco la pena, caro Diego ma Tu, di Tuo, oltre a citare altri, non hai proprio nulla, di tuo, non hai niente, usi sempre gli altri, quello che hanno detto o fatto, vivi le cose e poi parla, ma che ne sai tu del fascismo di fronte all’esperienza di un Emanuele Fiano, che ha avuto il padre nel Campo di concentramento e sterminio tedesco nazista di Auschwitz Birkenau, e che, sicuramente gli ha testimoniato tutto l’orrore. Con questi vale proprio il detto: sciabole appese e foderi a combattere. Francesco Mangascià


6 luglio 2017

Immigrazione, i porti chiusi degli altri e i nostri porti spalancati

La Ue a chiacchiere promette ma poi, nei fatti, succede peggio di prima visto che, Francia e Spagna, inizialmente poi anche Olanda e Germania, non permetteranno alle navi delle ong, di attraccare nei propri porti. Ma, se la mente non mi fa difetto, basta fare altrettanto; il trattato di Dublino, se non obbliga Francia e Spagna, all’accoglienza nei porti, non obbliga manco l’Italia, e ci si può ritirare senza manco discutere da quel trattato. Il 24 agosto 2015, la Germania decise di sospendere il regolamento di Dublino per quanto riguardava i profughi siriani allo scopo di poter elaborare direttamente le loro domande d'asilo. Altri stati membri, come la Repubblica Ceca, l'Ungheria, la Slovacchia e la Polonia, hanno di recente negato la propria disponibilità a rivedere il contenuto degli accordi di Dublino e, nello specifico, ad introdurre quote permanenti ed obbligatorie per tutti gli stati membri. Facciamolo pure noi, sennò sono solo chiacchiere. Non voglio entrare pienamente, per poca chiarezza di fonti, non propriamente verificabili, sulle dichiarazioni del portavoce della Marina di Tripoli, Ayyoub Qasem che, a detta di qualcuno accusava le ong di “incoraggiare i migranti illegali, che affluiscono in Libia da oltre 30 Paesi africani e non” e di “non curarsi minimamente della sovranità della Libia sul proprio territorio e, sulle sue acque territoriali”, al portavoce della Marina di Tripoli, casomai sia vero, c’è solo da rispondere che, la Libia è in grado, e ne ha il diritto, di difendere la propria sovranità dalle ong da sola, poiché le ong, possono essere facilmente messe in grado di non violare la sovranità nazionale delle Libia, non essendo armate: se lo fossero allora non sarebbero più delle ong ma dei combattenti illegali e come tali possono essere a rigore di legge trattate. Le cose basta volerle veramente poi si può perlomeno tentare di farle, dunque l’Italia chiuda immediatamente i porti, e la Libia difenda pure rigorosamente la sua Sovranità nazionale poi si vedrà che succede. Francesco Mangascià


25 maggio 2017

Stragi, e Calcio

Dopo la strage dei bambini, in Inghilterra, nelle Filippine di Rodrigo Duterte, che tenero non è, l’Isis controlla una città di 200mila abitanti; in Venezuela i pretoriani, gli assassini del dittatore Maduro uccidono e torturano, in Brasile, l’esercito spara sulla folla che manifesta ma, a Stoccolma patria del Premio Nobel, il Manchester vince la Coppa Uefa, e José Mourinho, si conferma come il n 1 ancora una volta. E’ un bel mondo quello in cui una finale di calcio solleva i cuori da ogni peso dovuto ai dolori del passato più recente, e alle incertezze del futuro… Speriamo bene, non vorrei fare la Cassandra, ma a breve di finale di calcio c’è ne un’altra, quella di Champions League, speriamo che nel frattempo non accada nulla e le polizie vigilino affinché non ci sia bisogno di essere risollevati ulteriormente da un’altra finale. Francesco Mangascià


7 aprile 2017

È lecito domandarsi chi è Donald Trump realmente?

Trump, ai suoi elettori, ha fatto tante promesse di risparmio, e visti i prezziari degli armamenti, Tomahawk Cruise Missile - $ 1.000.000, solo ieri col bombardamento della base aerea siriana di Shayrat, ha speso molto probabilmente quasi 60 milioni di dollari che se invece che ai produttori di armi, fossero stati investiti sui ‘veri’ rifugiati, avrebbero potuto conseguire qualcosa di positivo, e non di inutile e propagandistico poiché tanto Mosca rifornirà nuovamente Assad, degli armamenti di cui necessita. Trump, aveva promesso di trasferire l’ambasciata americana Gerusalemme, ma, da un po’ di tempo sembra che, questa oltretutto legge in vigore negli Stati Uniti per non essere applicata ha bisogno della firma per la sospensione semestrale del presidente in carica, se ne parli sempre di meno, nel frattempo la Russia di Putin, ha riconosciuto, dopo il Costarica, Gerusalemme est, come capitale di Israele, dimostrando che stavolta gli americani, quelli di Trump, non arriveranno, sempre che lo desiderino...., manco secondi bensì al massimo terzi. È lecito domandarsi chi è Donald Trump realmente? Francesco Mangascià


23 marzo 2017

Dijsselbloem, ha sbagliato ma i nosti politici a parte qualche piccola lamentela fanno pippa

Sinceramente, mi sembra assai ingiusto mettersi a condannare tutti gli olandesi a essere a totale immagine e somiglianza con questo Dijsselbloem, che ingiuria, che facciamo come quando gli ultras del Feyenoord presero a bottigliate la Barcaccia del Bernini? Gli olandesi non sono mica tutti ultras. Bisogna risponder a tono a lui e digli in faccia di pensare alle condizioni di chi nel suo paese fa largo uso di marijuana skunk, che ha ben poco di comune con l’erba di una volta e visto che parla di alcolici ricordargli di controllarsi le tabelle coi numeri dei tanti casi di coma etilici, olandesi, l'Olanda ha un grosso problema di consumo di alcol, e sulle donne gli si può anche contestare che, se noi ci spendiamo i soldi, se vede che siamo più signori di loro, visto che loro sulle donne ci ‘magnano', poiché le mandano a battere in vetrina e ci incassano pure i soldi delle tasse. E voilà il piatto è servito. Lo chef ha solo consigliato…Ma i nostri politici questi piatti li tirano solo in faccia a noi contribuenti, fuori casa, come si dice a Roma, fanno sempre pippa.... Francesco Mangascià


21 marzo 2017

La Rai la Censura il politically correct mala tempora currunt

Ma tutta sta vicenda che vede il licenziamento di Paola Perego, 8speriamo che non la mettano su pira e poi la brucino come strega...) e la cancellazione di una trasmissione, Parliamone sabato, in cui è forte la provocazione sulle donne dell’est, serve a intronizzare il politically correct o piuttosto è l'ennesima manipolazione di una televisione di stato che oltre far propaganda gratuita, coi soldi di quelli che pagano il canone, ai politici seguita passare lo stipendio a dei dirigenti senza incarico, che se dirigono se non hanno incarico..., adesso si incorona come regina della moral comune; a me nonostante le lamentele non mi viene da riuscire a capire come si faccia a far tutto questo marasma, dopo che la televisione di stato ha trasmesso richieste da una parte di linciaggi castrazioni di stupratori e , dall’altra tolleranza su degli atti criminali da brivido: per chiuderla, per me che piaccia o meno quanto accade è censura, è un atto di censura orripilante, perché una persona è libera di pensarla come preferisce e, se c’è chi si offende, non deve far altro che cambiare canale. Tanto chi ci rimette è sempre il contribuente, che mentre sproloquiano o se autoincensano, deve continuare a pagare ciò che un certo Renzi aveva promesso di eliminare cioè il canone. Il tutto mentre questi fanno pure gli eroi della morale. Mala tempora currunt, con questi che ti dicono tanto comandiamo noi e facciamo come ci pare: fino a che comandi poi vedi dico e tanti altri. Via il Canone… Francesco Mangascià


20 marzo 2017

Luciano Spalletti non è un vincolo per la Roma bensì una ricchezza tutta italiana. Lo comprendano certi suoi detrattori

Tutte le discussioni, su cui l’allenatore della Roma Luciano Spalletti , ha giustamente reagito nei toni adatti, vertono sull’arroganza che alcuni cronisti e altri intrattenitori televisivi, mettono in bella mostra, pretendendo che un essere umano deve imperativamente fare, quel che loro desiderano, perché ‘loro’ sono la stampa, e tutto possono, ma quale informazioni pretendono certi cronisti che vogliono fare quel che gli pare di tutto’ e tutti Spalletti, giustamente, ha dato, a tutti, la risposta giusta affermando:-se non si parla di calcio io non vengo più in conferenza stampa...-, e ha ragione! perché il nocciolo di tutta la questione è proprio che certi cronisti non vogliono parlare di calcio vogliono solo cazzeggiare e creare scandali e scandaletti, e alla fine ci hanno rimesso loro, perché Spalletti, si è messo alla loro pari e ha ampiamente dimostrato di essere in grado di poter fare una diatriba con certi giornalisti, sconfiggendoli nei dialoghi, nel loro lavoro, mentre loro mai saranno in grado di emulare Spalletti, certi ‘Signori’ della penna mai e poi mai saranno in grado di allenare una squadra come la Roma, né di vincere, così come ha fatto da Spalletti con la Roma, ben 2 coppe Italia una Supercoppa Italiana, e poi una Coppa di Russia 2 campionati con lo Zenit e, checché ne scrivano certi personaggi dell’informazione a Luciano Spalletti nel 2004/2005 è stata riconosciuta la panchina d’oro, ben 2 volte l’Oscar del calcio dall’Aic, associazione italiana calciatori , oltre a essere risultato vincitore, in Ex aequo con altri grandi allenatori, per il periodo 2006 e 2007. Luciano Spalletti non è un vincolo per la Roma bensì una ricchezza tutta italiana. Lo comprendano certi suoi detrattori. Francesco Mangascià


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11 marzo 2017

Definiscono razzista Salvini ma la Di Maio mica è Madre Teresa di Calcutta

Sempre con il razzismo di Salvini, quando si parla di Salvini sembra che, il suo cognome sia sinonimo di razzismo, fate Vobis, ma, come bisognerebbe definire chi lo accusa di essere razzista, quando a farlo è una politica napoletana come Eleonora Di Maio che, nel suo passato, riferendosi a Israele e agli israeliani scriveva su Facebook : «Siete dei porci, accecati dall’odio, negazionisti e traditori anche della vostra stessa tragedia. Che schifo». Il 27 gennaio, nel Giorno della Memoria la stessa Signora Eleonora Di Maio: «Israeliano scatta foto ricordo al cadavere di un giovane palestinese appena ammazzato. La memoria a chi la merita. Buon 27 gennaio ». La memoria a chi la merita?! Eleonora di Maio, purtroppo per lei e per chi la sta a sentire, manco si rende conto che la memoria non si merita, si eredita, dunque come si può pretendere che prima di dare del razzista al prossimo si rilegga ciò che ha spesso scritto.... Francesco Mangascià


24 febbraio 2017

Stadio della Roma, consigliare di farlo Tor Vergata, è un'intermediazione immobiliare

Se veramente, personalmente mi sembra impossibile, qualcuno delle istituzioni capitoline propone di fare lo stadio della Roma a Tor Vergata a me sembra che ci si intravveda, eccome, la genesi di un intermediazione immobiliare, non so se sia un reato, quello sono in grado di valutarlo i giudici e non io e manco l’avvocatura del Comune che al limite può dare un parere legale che sentenza non è: perché sentenza ci sarà poi. Comunque fosse, tanto, gli interessati a cui son rivolte simili proposte da 'magnà, non lo danno; hanno belle carte, per guadagnare senza più costruire. Basta andare in tribunale, e poi la metro se la fanno da soli, la bonifica pure e il parco e resto lo pagheranno i romani assieme alle penali, con 14 miliardi di debiti si inventano da far pure i parchi acquatici, sai le zanzare arriverà pure la malaria. Speriamo almeno che, la Corte dei Conti, faccia quel che deve. Insomma come al solito, come prima, anzi forse addirittura peggio di prima. Ho un solo dubbio nel nostro codice esiste furto e tentato furto, esiste anche la tentata intermediazione immobiliare, qualora questa venga ottemperata da un’amministrazione? Francesco Mangascià


20 gennaio 2017

Terremoto, terrorismo, slavine mortali e questi pensano a Craxi?

E’ sicuramente innegabile che, l’Italia è un paese in fortissime difficoltà, vuoi per la crisi economica che, sconvolge equilibri in tutto il mondo e, adesso attraversa anche dei disastri naturali come il terremoto prima e poi la neve le slavine in aree già depresse dai sisma, e mettiamoci pure il terrorismo e il fenomeno degli immigrati che poveracci pensano che venendo in Italia risolveranno i loro problemi e invece finiscono al freddo e in mezzo alla strada, ma in mezzo a tutto ciò, un ministro Alfano, va a far visita sulla tomba di Craxi in Tunisia e, il sindaco di Milano, Sala, rilascia dichiarazione in cui si dichiara disponibile a riaprire la discussione sull’opportunità di intitolare una via di Milano a un politico che morì latitante in Tunisia. Ma questi signori, e al di là di ogni opinione politica, non hanno proprio altro da fare in momenti come questi? Ma veramente sembra di stare su scherzi a parte con questi. Scherzi di cattivo gusto naturalmente. Francesco Mangascià


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